Biografia

Autoritratto del pittore napoletano Alfonso Palma
Alfonso Palma, autoritratto.

Alfonso Palma, pittore napoletano nato nel 1943, ha dedicato gran parte della propria ricerca artistica alla pittura a olio e alla pratica en plein air.

La sua opera nasce dall’osservazione diretta della natura e dei paesaggi di Napoli, trasformati sulla tela attraverso il colore, la spatola e una sensibilità maturata nel corso di decenni di attività.

Le origini e la formazione

Alfonso Palma nasce il 19 luglio 1943 al Pallonetto, uno dei quartieri più caratteristici della Napoli popolare, ed è il primogenito di sette figli. Da ragazzo intraprende gli studi di elettrotecnica, che porta a termine nonostante la prematura scomparsa del padre.

Ancora adolescente, si trova ad affrontare nuove responsabilità familiari. Alterna lo studio al lavoro, accompagnando talvolta il nonno elettricista e impegnandosi nelle attività che la realtà locale può offrire a un giovane inesperto. Queste esperienze lo avvicinano agli aspetti più autentici dell’esistenza e contribuiscono a sviluppare la sensibilità e la semplicità che caratterizzeranno anche la sua pittura.

Lavora come progettista di impianti elettrici in diverse aziende della città e, dopo tre anni trascorsi alla guida dei convogli ferroviari, entra negli stabilimenti Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco. I ritmi della fabbrica e della vita familiare — si sposa nel 1971 e avrà tre figli — rallentano, ma non spengono, la sua passione per il disegno e la pittura.

L’incontro con Roberto Carbone

Un momento decisivo del suo percorso è l’incontro con il professor Roberto Carbone. Medico di famiglia e autore del volume La composizione in pittura (Miller, 1984), Carbone riconosce la predisposizione di Alfonso Palma per il disegno e diventa il maestro che lo accompagna nel mondo della pittura a olio.

Sotto la sua guida, Palma approfondisce la composizione, il rapporto tra masse e colori e soprattutto la pittura en plein air. Davanti al paesaggio, armato di cassetta, cavalletto e spatola, impara a selezionare e ordinare sulla tela i molti stimoli offerti dalla realtà.

Napoli e la pittura en plein air

Le domeniche e i giorni festivi sottratti ai ritmi della fabbrica diventano occasioni per dipingere. Insieme al maestro e amico Roberto Carbone, Palma percorre strade, parchi e campagne di una Napoli ancora sonnolenta, alla ricerca di una macchia di colore, di una radice affiorante o di un casolare abbandonato.

Da questo sodalizio nasce un centinaio di lavori, oggi testimonianza di una fase particolarmente intensa della sua produzione. Nei dipinti realizzati tra gli anni Settanta e Novanta, la varietà dei toni e delle soluzioni pittoriche esprime una crescente libertà creativa. Le difficoltà della vita quotidiana vengono trasformate in immagini, colori, emozioni e sensazioni.

Le opere di Alfonso Palma non nascondono le emozioni più forti, talvolta dolorose, ma lasciano sempre intravedere una speranza e una luce capace di condurre oltre la solitudine.

Dagli anni Novanta alla maturità artistica

La prematura scomparsa di Roberto Carbone, ormai divenuto anche un caro amico, segna profondamente l’artista. La produzione degli anni Novanta risente di questa perdita e si orienta verso un linguaggio più introspettivo, ermetico e metafisico.

Alle macchie di colore e ai colpi di spatola dettati dall’istinto si affiancano riflessioni più lente e meditate. Il cavalletto rientra gradualmente dalla strada nello studio, mentre sentimenti di rabbia, dolore e difficoltà di dialogo trovano espressione anche nella scrittura poetica.

Negli anni successivi la pittura di Alfonso Palma raggiunge una maggiore serenità, senza perdere la profondità dello sguardo. Paesaggi, marine, nature morte, ritratti e opere grafiche documentano un percorso artistico coerente, fondato sull’osservazione, sull’esperienza personale e su un confronto costante con la realtà.